Scegliere delle pinze per seni non è proprio una cosa semplice. A volte stringono troppo, a volte non abbastanza, a volte non tengono… E non è proprio come se si potessero provare prima dell’acquisto. Ho avuto voglia di testare un tipo di pinze per capezzoli che non conoscevo ancora: le pinze per seni giapponesi, delle pinze un po’ più voluminose delle altre.
Avevamo già altre due paia di pinze per seni (in foto qui e qui sul forum exib).
La prima, che abbiamo da parecchio tempo, è una pinza a catena “classica”. La seconda, un accessorio del marchio Pipedream comprato in un sexshop dietro l’angolo, tiene grazie a dei magneti, il che le dà un aspetto davvero carino, ma ha una fastidiosa tendenza a scivolare da sola, e a finire per pizzicare un pezzettino minuscolo di pelle.
Ecco il test delle pinze per seni giapponesi Lux Fetish.
Packaging
Il packaging è molto essenziale, e usa e getta: un imballaggio in plastica, con, all’interno, la foto di una signora in biancheria intima stampata su un cartone sottile, che si vede per trasparenza.
Ma non fermiamoci sulla scatola. Sono le pinze che ci interessano.
Aspetto delle pinze per seni giapponesi e prime impressioni
Le pinze per seni giapponesi, in metallo argentato, sono dotate di un meccanismo un po’ più complesso delle pinze classiche. Quando si preme sulle due estremità di una delle pinze per aprirla, un’asta, orientata lungo l’asse centrale dell’oggetto, scorre simultaneamente.
L’aspetto molto specifico del meccanismo vale alle pinze giapponesi diverse altre denominazioni in inglese: “clover clamps” (pinze trifoglio) o “butterfly clamps” (pinze farfalla). I francofoni, loro, non fanno che ricordare la presunta origine storica di queste pinze.
Le pinze giapponesi Lux Fetish sono molto leggere… Mi aspettavo di avere tra le mani un oggetto un po’ più pesante. Il punto positivo, in questo caso, è che il peso delle pinze non tira i seni verso il basso, quindi è più estetico… Il punto negativo è che, essendo il metallo molto sottile, fa un po’ “toc”.
Dei cuscinetti in gomma rivestono le parti a contatto con la pelle, per ammorbidire la pressione e, così, non lasciare segni.
Utilizzo delle pinze per seni giapponesi
Le pinze per seni giapponesi Lux Fetish stringono abbastanza forte. Del resto è una caratteristica tipica delle pinze giapponesi.
Il dolore resta del tutto sopportabile… Ma tanto quanto, durante una sessione BDSM, nell’eccitazione del momento, la sensazione causata dalla pressione è gradevole, altrettanto se si mettono le pinze “a freddo”, giusto per provarle, ahi… fa smorfie.
Le pinze di questo tipo sono inoltre reputate per avere molta meno tendenza a scivolare rispetto agli altri modelli.
Anche in questo caso, si verifica. Tengono meglio al posto rispetto alle nostre altre due paia di pinze per seni.
E infine, ultima caratteristica: queste pinze dovrebbero stringere di più se si esercita una trazione su di esse, grazie al meccanismo a forma di trifoglio/farfalla.
Beh, è sicuro che se si tira sulla catena mentre stringe i seni, fa più male, ma è la pressione che aumenta?
Non abbiamo davvero saputo a quale seno dedicarci per determinarlo. Essendo un po’ pauricce comunque, portare le pinze, va bene, mettersi a tirare su di esse, nel pieno dell’azione, passa ancora, ma per contro, al di fuori del contesto e tutto mentre ci si concentra per cercare di sapere precisamente in che modo fa male, ahi… Impossibile.
Per porre fine a questo laborioso tentativo di misurazione, abbiamo preferito esercitare le nostre pulsioni sadiche su… una palla di Patafix, oggetto la cui consistenza si avvicina molto, molto vagamente a quella di un capezzolo, per osservare il funzionamento dell’aggezzo da più vicino. Bilancio: infatti, tirare sulla catena sembra aumentare la pressione, ma in modo molto leggero.
Da notare, inoltre, che gli anelli che collegano la catena alle pinze non sono molto spessi, non sembrano ultra-resistenti.

Conclusione sulle pinze per seni giapponesi Lux Fetish
I punti positivi:
- Le pinze per seni giapponesi Lux Fetish tengono bene al posto, non tentano di scapparsene subito dopo essere state poste.
- Il loro prezzo è molto basso (meno di 14 euro).
- La loro leggerezza le impedisce di tirare le tette verso il basso, come fanno le pinze più pesanti.
I punti negativi:
- Il metallo molto sottile fa un po’ “toc”, e gli anelli che collegano le pinze alla catena sembrano fragili.
In breve: le pinze per seni giapponesi Lux Fetish, pur essendo accessori piuttosto economici, adempiono perfettamente al loro scopo: tengono bene al posto, e stringono… piuttosto forte… A mio gusto, non è troppo forte, se il contesto e l’eccitazione ci sono. Ma potrebbero non essere adatte alle persone che hanno i capezzoli molto sensibili.
Note finale du test
Les plus
- Tengono bene in posizione
- Leggere
- Prezzo molto basso
Les moins
- Sembrano fragili







