Sex toys in jelly

Ftalati nei sex toys: come evitarli?

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Si sente spesso parlare del problema dei ftalati nei sex toy. Ma che cos’è, esattamente, uno ftalato? Perché queste sostanze sono nocive? E soprattutto, come evitarle?

Quando usate un sex toy o un prodotto erotico «consumabile» (lubrificante, gel stimolante, ecc.), entra in contatto con le vostre mucose. E se contiene sostanze chimiche nocive, queste possono penetrare nel vostro organismo.

Certo, tra le schifezze contenute negli alimenti industriali, l’inquinamento e tutto il resto, non mancano certo le occasioni di entrare in contatto con sostanze tossiche. È possibile che abbiate deciso di non pensarci, per non complicarvi la vita. Ma se l’argomento vi preoccupa, probabilmente volete scegliere sex toy e prodotti erotici sani per il vostro corpo. E non è sempre facile ottenere informazioni chiare al riguardo.

Ftalati nei sex toy - Sex toy in jelly

Molto tempo fa avevamo pubblicato su questo blog un quadro della situazione riguardo ai ftalati nei sex toy, e ai vari composti nocivi che possono essere presenti nei lubrificanti, in particolare i parabeni. Abbiamo deciso di ripubblicarne una versione aggiornata.

Cominciamo dalla questione degli ftalati.

Gli ftalati sono interferenti endocrini presenti in molti imballaggi e prodotti di consumo quotidiano, oltre che in alcuni sex toy.

Nel 2018, in Francia, qual è la legislazione in materia di ftalati? Come sapere se un sex toy contiene ftalati o, meglio ancora, come assicurarsi che non ne contenga?

Che cosa sono gli ftalati?

Gli ftalati sono sostanze tossiche la cui presenza è stata rilevata in una moltitudine di prodotti di consumo quotidiano: tende da doccia, indumenti impermeabili, cosmetici, imballaggi alimentari e persino giocattoli per bambini, imballaggi alimentari e, secondo un’analisi effettuata nel 2009 da due laboratori, la Nutella (in quantità infinitesimali, certo, ma insomma, la Nutella si mangia…)!

E anche in alcuni sex toy.

Gli ftalati sono usati per conferire morbidezza ed elasticità a plastiche inizialmente rigide, a basso costo.

Pericoli per l’organismo

Sette ftalati sono stati ufficialmente classificati come «cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione» e sono anche sospettati di essere interferenti endocrini.

Insomma, tra i rischi ci sono tumori, malformazioni del feto, una diminuzione della fertilità e tutta una serie di piacevolezze legate a squilibri ormonali.

Legislazione

Nel maggio 2011, i deputati francesi hanno adottato una proposta di legge volta a vietare i prodotti contenenti ftalati, parabeni e alchilfenoli. Ma questa legge non è ancora entrata in vigore.

Nell’Unione Europea sono stati vietati sei tipi di ftalati (limite massimo dello 0,1%) nei giocattoli per bambini. Ma per i giocattoli per adulti la storia è un’altra.

Il DEHP (col suo grazioso nome di ftalato di di-2-etilesile), lo ftalato più tossico (è quello della Nutella, ne volete un’altra fetta?) e il più diffuso, il BBP (benzilbutilftalato) e il DBP (dibutilftalato) sono stati ritirati dalla circolazione dall’Unione Europea tra il 2014 e il 2015, nell’ambito del regolamento REACH («Regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche»).

Nel frattempo, è ancora possibile che i sex toy contengano ftalati. In particolare alcuni sex toy in jelly, in vinile e alcuni sex toy morbidi in PVC.

Come riconoscere gli ftalati nei sex toy?

Il problema è che a volte è difficile saperlo.

Se viene esplicitamente dichiarato che il prodotto è privo di ftalati, in teoria dovrebbe essere a posto. In teoria. Ma un negozio non può sempre verificare ciò che affermano tutti i produttori. Ci sono pochi controlli e poche leggi sulla composizione dei sex toy, e alcuni produttori mentono senza rischiare granché, anche quando la bugia viene dimostrata da organismi indipendenti come Dildology.

I segnali della presenza di ftalati nei sex toy

Qualche indizio che può farvi drizzare le antenne (o, meglio, le dita, il naso, la lingua…) e indurvi alla prudenza:

Un oggetto morbido «in PVC»: attenzione, ftalati o altri additivi!

Il PVC è un materiale rigido. Se vi imbattete in un oggetto morbido «in PVC», significa che al PVC sono state aggiunte altre sostanze per ammorbidirlo.

Potrebbero essere ftalati (tossici), oli minerali (tossici) o altre cose (polvere di fata, un pizzico di peli di gufo, o chissà cos’altro…)… In ogni caso, è un brutto segno.

L’odore: diffidate!

Se puzza, c’è qualcosa che non va. Quando un sex toy ha un forte odore di plastica e l’odore ritorna dopo averlo lavato, è perché le molecole risalgono dall’interno del sex toy verso la superficie.

La natura delle molecole in questione può essere varia, ma sapere che durante il loro viaggetto finiranno sulle parti del vostro corpo a contatto con il toy è piuttosto inquietante… E, concretamente, un odore di pneumatico lasciato al sole non è proprio il massimo per la libido, quindi, se possibile, meglio evitarlo…

Un sapore chimico: bleah

Se, mettendolo in bocca, vi accorgete che un sex toy ha un sapore chimico disgustoso (che magari pizzica), vale lo stesso discorso: potreste aver appena ingerito ftalati, oli minerali o un altro composto, non necessariamente meno nocivo. Buon appetito…

Un sex toy che trasuda

Se un sex toy trasuda (anche da solo, chiuso in una scatola ermetica — sì, sì, è possibile): vale lo stesso discorso.

Un cambiamento di colore

Se un sex toy cambia colore, ci sono due possibilità.

O il vostro sex toy è fatto di materiali poco raccomandabili e comincia a disgregarsi. Oppure il colpevole è un altro sex toy, che gli si è «sciolto» addosso senza preavviso. Quando entrano in contatto, i sex toy tossici possono letteralmente sciogliersi in alcuni punti (per via delle reazioni chimiche) e far fuori nel frattempo i sex toy sani che avevate lasciato lì vicino.

 

Qui sotto, per esempio, due vecchi sex toy in «jelly», che non sono sopravvissuti molto bene al passare del tempo.

sex toy in jelly

A sinistra, il dildo dell’imbracatura Briana di Doc Johnson, in «jelly», che ha cambiato colore. A destra, un rabbit di cui non ricordo il nome, che si è sciolto in alcuni punti. In origine, il dildo dell’imbracatura Briana era di un azzurro acceso e, naturalmente, non aveva tracce giallastre. Da quando è stata scattata la foto, riposto in una custodia di velluto rosso, è diventato ancora più disgustoso, prendendo poco a poco il colore del tessuto.

I materiali senza ftalati

Tuttavia, alcuni materiali non contengono mai ftalati. In particolare:

  • Silicone medicale al 100%
  • il VixSkin, una miscela composta esclusivamente da siliconi
  • Gli elastomeri siliconici
  • Gli elastomeri termoplastici (TPE)
  • Il vetro
  • La ceramica
  • Il legno
  • Il metallo: si trovano sex toy in acciaio inossidabile, in alluminio (anche se i sex toy in alluminio di solito hanno un rivestimento destinato a renderli sicuri da usare, abbiamo dei dubbi su questi ultimi, a causa dei rischi per la salute legati all’alluminio) e persino placcati in oro!

 

Un dildo in legno (Nobessence Fling)

Un dildo in legno (Nobessence Fling)

E i sex toy «realistici»?

Molti sex toy «realistici» (cioè concepiti per imitare la pelle, nell’aspetto e/o al tatto) sono fatti di materiali brevettati dai marchi che li producono: Cyberskin, Superskin, UR3, Ultraskin, Softskin, ecc.

Questi nomi sono solo denominazioni di marketing e non ci dicono granché sulla composizione chimica. E le informazioni che si trovano sono spesso contraddittorie. L’importante è capire se la fonte è affidabile oppure no.

Ecco alcune informazioni che ho raccolto da siti che mi sembrano credibili.

I produttori di sex toy in Cyberskin e Softskin si rifiutano di rivelare ai consumatori tutti gli ingredienti, con la scusa che la loro formula è «top secret». (Mah. In generale, quando si nasconde qualcosa, raramente è perché è troppo cool per condividerlo con gli altri…)

 

Per quanto riguarda gli ftalati:

Sex toy con ftalati (o con probabile presenza di ftalati)

  • Il termine Sil-a-gel (o Silagel), che si trova nelle descrizioni di alcuni sex toy del marchio Doc Johnson (di solito decantato per le sue «proprietà antibatteriche»), non indica il materiale principale di cui è fatto il sex toy, ma un semplice additivo. Poiché questo additivo è brevettato, la sua composizione è sconosciuta. Anche se il nome della sostanza comincia con «sil», non si tratta di silicone. I sex toy in «Sil-a-gel» sono porosi, quindi è impossibile disinfettarli perfettamente: nei loro pori possono annidarsi batteri. Alcuni sex toy in Sil-a-gel contengono ftalati, anche se Doc Johnson sostiene il contrario: è il caso del dildo «James Deen Realistic Cock», la cui analisi, commissionata a un laboratorio indipendente da Dildology, ha rivelato che conteneva il 61,1% di ftalati e il 38,9% di PVC.
  • Il plastisol è una materia plastica morbida, prodotta mescolando PVC e un plastificante liquido. I plastificanti più diffusi sono gli ftalati.

Sex toy senza ftalati, ma porosi

I sex toy fatti di materiali porosi presentano numerosi svantaggi, che influiscono sull’igiene e sul comfort d’uso:

  • A volte hanno un odore chimico sgradevole.
  • È impossibile disinfettarli perfettamente, perché i batteri possono accumularsi nei loro pori.
  • Possono deteriorarsi col tempo. Anche i loro colori e i dettagli possono sbiadire poco a poco. Per prendersene cura, bisogna cospargerli di talco dopo ogni lavaggio.
  • Durante la conservazione, sulla superficie di alcuni di questi materiali può formarsi un deposito grasso. Non è proprio una cosa invitante.

Ma non tutti i sex toy porosi sono necessariamente tossici.

Il Superskin

Il Superskin, il materiale di cui sono fatti i Fleshlight, non contiene ftalati.

Il Cyberskin

Un sex toy in Cyberskin (una «cyber pussy») è stato analizzato da Greenpeace (insieme a vari altri sex toy). Non conteneva ftalati e penso ci si possa fidare di Greenpeace per quanto riguarda l’attendibilità di questa analisi.

Secondo il marchio Topco, che detiene il brevetto del «Cyberskin», lo stesso vale per tutti i sex toy in Cyberskin. (Ma cosa contengono? Mistero…)

L’UR3

L’UR3 (chiamato anche Ultra Skin), materiale usato dal marchio Doc Johnson, è un elastomero termoplastico, una miscela di PVC e silicone. In teoria non contiene ftalati (vedi fonte).

Sex toy senza ftalati e non porosi

La plastica rigida

Non c’è motivo che i sex toy in plastica rigida contengano ftalati, perché gli ftalati servono proprio ad ammorbidire la plastica. (Ma la rigidità del materiale rovina un po’ l’effetto «realistico».)

Il silicone di qualità medicale

Gli oggetti del piacere descritti come fatti di «silicone di qualità medicale», «silicone al 100%» o «silicone platinum» sono composti da silicone puro e quindi non contengono sostanze tossiche.

Attenzione: se un sex toy viene presentato come «in silicone» ma non riporta queste indicazioni, potrebbe trattarsi di una miscela contenente una percentuale di silicone abbastanza alta da poter usare questa denominazione (ma questo non ci dice nulla sul resto della composizione).

Il VixSkin

Il Vixskin (materiale piuttosto rigido all’interno e piuttosto morbido all’esterno, brevettato dal marchio Vixen Creations) è composto al 100% da silicone. Quindi niente ftalati, né altre schifezze.

Scheda del materiale: VixSkin.

Il Truskyn

Anche il Truskyn di Doc Johnson è composto da silicone di qualità medicale a doppia densità.

 

Dildo realistici: Tantus Vamp, Goodfella di Vixen Creations, Fleshjack Jason Visconti e Tantus Max O2.

Quattro sex toy «realistici» in silicone puro, quindi garantiti senza ftalati: il Tantus Vamp, il Goodfella di Vixen Creations, il Fleshjack Boys Jason Visconti e il Tantus Max O2.

 

In un prossimo articolo vi parlerò dei lubrificanti e degli ingredienti da evitare nella loro composizione.

 

 

Collectionneuse compulsive de sextoys dont la collection prend désormais plus de place que ma garde-robe, je teste chaque accessoire coquin avec une exigence sans faille.

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