Portando il dolce titolo di “porte della sottomissione”, le Closet Cuffs, del marchio Lux Fetish, sono un accessorio BDSM soft appositamente concepito per legare il proprio o la propria partner a una porta. Manette da porta, in un certo senso.
Non è la prima volta che mi imbatto in questo tipo di accessorio in rete. È da un po’ che mi chiedo come sia fatto e se resti ben fermo al suo posto.
Abbiamo quindi deciso di provarlo.
Confezione
La confezione è una scatola di cartone piuttosto semplice. Nessun problema da questo punto di vista: a priori, le manette sono solide, inutile scervellarsi su come riporle, non temono granché.
L’illustrazione è un po’ kitsch. Un bellimbusto dà dei bacetti a una signora legata, mentre la stessa signora sorride in bianco e nero sullo sfondo.
Ma insomma, della confezione (che definirei usa e getta) ci importa ben poco. Quello che ci interessa sono le manette all’interno.
Le manette da porta
Bella sorpresa all’apertura: sembrano piuttosto robuste. Non robuste nel senso che «ci si può anche fare arrampicata», ma abbastanza solide per un accessorio BDSM soft (e non è sempre così).
Gli anelli sono abbastanza spessi, non si deformano se si tira. I moschettoni sono discreti.
Le manette da porta in sé hanno un aspetto piuttosto soft, ma robusto. Sono fatte di una specie di tessuto nero molto spesso e imbottito (abbastanza simile alla cinghia di uno zaino da trekking, morbido al centro e rinforzato sui bordi).
Chiudere e regolare le manette
Si chiudono grazie a una lunga striscia di velcro, che offre un ampio margine di regolazione per quanto riguarda la taglia. Su di me stanno bene sia ai polsi sia alle caviglie, e c’è ancora margine.
Insomma, non siamo sul versante «cuoio e catene» del BDSM, ma siamo ben lontani dalle classiche manette tutte fronzoli da quattro soldi che si trovano in ogni sex shop e nel travestimento da «poliziotto» del nipotino di cinque anni e mezzo.
Unire le manette
Un moschettone, fissato a una delle manette, permette di unirle tra loro e quindi di usarle senza accessori aggiuntivi.
Anche se è molto pratico per usarle senza porta, farei comunque un piccolo appunto su questo moschettone: non si può togliere. Perciò, quando le manette non sono unite tra loro (per esempio, se si è legati a una porta con le braccia aperte), resta penzoloni. Niente di grave, ma lo segnalo.
Comfort
Le manette sono comode e restano ben ferme. Quando si hanno i polsi legati insieme, si riesce a togliersi da soli le manette aprendo il velcro. Ma non si aprono accidentalmente e non scivolano. Credo sia proprio quello che ci vuole per un po’ di dominazione-sottomissione soft.
Per la manutenzione, basta fare attenzione a non lasciare il velcro aperto su una coperta o su un maglione; ma a priori, a meno che non siate ferventi feticisti del mohair, non dovreste fare cose erotiche in maglione.
Le cinghie delle manette da porta
Il sistema di fissaggio «speciale porta» è semplice, ma ben pensato.
Due cinghie regolabili, che si fissano a ciascuna manetta a un’estremità e che all’altra estremità hanno un cilindro di plastica, da incastrare dall’altro lato della porta (in alto, naturalmente) prima di richiuderla.
Inutile dire che è meglio scegliere una porta solida. Il termine «closet cuffs» non è molto appropriato: le porte degli armadi non sono tutte adatte.
Vi avverto subito: se volete davvero essere legati con le braccia in alto, è meglio che non siate molto alti. Oppure che abbiate una porta imponente.
Altrimenti, nella maggior parte dei casi vi ritroverete nella stessa posizione della signora e del signore legati sulla confezione. Dovrete piegare le braccia, insomma, sarà più comodo muoversi, ma si perderà un po’ l’effetto di «costrizione» ricercato con questo accessorio un po’ BDSM.
Il modo più semplice è darvi qualche misura:
Alla lunghezza minima, dalla porta sporgono 33 centimetri di cinghia, più circa 7 cm tra moschettone e anello. Alla lunghezza massima, 69 (eh eh, non l’ho fatto apposta) centimetri (più il moschettone e l’anello, che non cambiano dimensione).
Con una porta alta due metri e qualche centimetro e io che sono alta un metro e sessanta, va benissimo regolando le cinghie alla lunghezza minima.
Conclusioni sulle manette da porta Lux Fetish
I punti a favore:
- Resta soft senza sembrare lezioso (aspetto sobrio, robustezza credibile).
- Il concetto è originale e funziona (almeno sulla maggior parte delle porte interne).
- Le manette si possono usare separatamente. Legarsi a una porta è anche carino… Ma un accessorio destinato solo a questo uso sarebbe forse un po’ troppo specifico. È meglio considerare le Closet Cuffs come un paio di manette dotato di una funzionalità extra.
- Non costano molto: meno di 25 euro. Cioè un po’ più delle manette tutte fronzoli, ma sono un accessorio decisamente più carino.
I punti a sfavore:
- Le cinghie forse sono un po’ troppo lunghe (o meglio, non si accorciano abbastanza).
Per quanto riguarda gli accessori BDSM, in genere preferisco design un po’ più «teatrali». Più sembrano usciti dal fondo di un dungeon, meglio è. Questo non impedisce di restare soft: è solo una questione di look. Se tanto dobbiamo metterci in scena, tanto vale aggiungerci gli effetti speciali.
Ma le Closet Cuffs mi sono piaciute, per l’originalità della loro funzione, la loro sobrietà e il loro aspetto pratico ben riuscito. Insomma, un prodotto molto onesto a un prezzo per niente folle.
Note finale du test
Les plus
- Look sobrio
- Concetto originale e funzionale
- Manette utilizzabili separatamente dal dispositivo
- Non molto costoso
Les moins
- Cinghie un po' troppo lunghe













