Ho scoperto Bondage-tutorials, un sito che offre corsi di bondage per principianti, semplici e senza pretese.
Non che si possano imparare tutti i segreti dello shibari. Ma per me, che faccio già fatica ad allacciarmi le scarpe come si deve, una cosa che spiega alcune basi con una precisione sufficiente per poter provare senza farsi venire il mal di testa è già qualcosa.
Ho quindi provato alcuni tutorial di bondage e ne ho scelti due dei più semplici da realizzare. Ecco i risultati in immagini.
Perché dei corsi di bondage?
Farsi legare al letto (o a un altro elemento del mobilio, o a un accessorio BDSM pensato apposta), può essere molto divertente. Non c’è bisogno di essere particolarmente appassionati di BDSM per averlo provato.
Ma a seconda di come sono fatti i legacci improvvisati, possono capitare due cose poco piacevoli per la persona legata:
- Caso 1: I legacci si sciolgono da soli e se ne vanno a zonzo per i dintorni. Così, visto che dovresti essere legato e goderti il fatto che il tuo partner si prende cura di te, non lascerai che quei bastardi di legacci ti rovinino lo spettacolo: li rimetti a posto di nascosto. Un minuto dopo, sono di nuovo scappati, e si ricomincia. Ti sembra di essere Willy il Coyote che insegue Beep Beep con le manette. Il che rende un po’ più difficile rilassarsi e godersi il momento…
- Caso 2: Ahi! I legacci si stringono da soli e ti fanno male al polso. Cosa che non è né sexy né piacevole: aspetti con impazienza che finisca, così puoi massaggiarti le articolazioni doloranti. Per non parlare degli eventuali segni, che il giorno dopo non faranno sempre una bella impressione. (Non provare a far credere che ti abbia morso il cane al polso, altrimenti la gente potrebbe immaginarsi cose davvero strane.)
Insomma, anche se l’espressione “imparare a fare i nodi” fa venire in mente, a scelta, marinai, scout o marmotte, dedicare qualche minuto a “imparare a fare i nodi” può rivelarsi un vantaggio non da poco per i giochi di ruolo di ogni sorta.
Le precauzioni da prendere
È importante che i legacci intorno ai polsi e alle caviglie non siano troppo stretti. Infatti, non bisogna assolutamente bloccare la circolazione sanguigna. Per verificarlo, bisogna assicurarsi di poter infilare almeno un dito tra la corda e la pelle.
I nodi non devono potersi stringere da soli, nemmeno tirando la corda.
E, ovviamente (ma è davvero necessario precisarlo?), mai legare niente intorno al collo.
Il materiale
È meglio usare una corda da bondage, fatta apposta. Le corde da bondage sono sottoposte a un trattamento che rende la loro superficie più morbida, limitando gli sfregamenti fastidiosi: lo scopo non è scorticarsi il polso. Possono essere di nylon o di canapa. Il nylon è generalmente consigliato ai principianti, quindi suppongo sia più morbido (non avendo una corda di canapa, non posso fare un confronto).
Si compra online, nei negozi specializzati in BDSM e in alcuni sex shop. E, se si sceglie bene, al metro non costa necessariamente più di una corda da arrampicata o da bricolage.
Corso di bondage minimalista in quattro e quattr’otto
Per questo mini corso di bondage non esageriamo. Obiettivo: riuscire a legare caviglie e polsi, eventualmente a una sbarra o a un letto, senza stringere troppo e senza che il nodo si sciolga da solo in 3 secondi. In realtà, basta imparare due tipi di nodi abbastanza semplici. Ci vuole poco.
Le foto che seguono le ho scattate con una mano, mentre con l’altra legavo la mia caviglia. Quindi, un po’ di indulgenza, per favore! Insomma, tutto questo per verificare che, senza passare quattro ore a studiare la materia, si possa ottenere un risultato non proprio magnifico, ma assolutamente utilizzabile.
Per legare i polsi o le caviglie: corso di bondage
Il “French bowline”, o “Portuguese bowline” (grazie Wikipedia) è un nodo che ha la particolarità di non stringersi quando si tira la corda. È una versione più complessa del “nodo di bolina” (o bowline) (vedi anche su Wikipedia). Questo nodo viene usato da alpinisti, marinai e soccorritori, in particolare per sollevare le persone.
Nel bondage, permette di realizzare facilmente delle manette, intorno ai polsi o alle caviglie.
Per prima cosa, si forma una piccola asola con la corda (a circa un metro da un’estremità).
Tenendo l’asola tra due dita, si fa passare la corda intorno al polso o alla caviglia, poi la si infila nell’asola.
Si ricomincia. Un giro intorno alla caviglia, poi si fa passare la corda nell’asola. Qui faremo tre giri in tutto (ma si può variare il numero in base alla larghezza desiderata).
Alla fine dell’ultimo giro, dopo essere passata nell’asola, la corda passa dietro l’estremità “libera” dell’asola. (Per questo passaggio, vi consiglio di dare un’occhiata al tutorial.)
Infine, torna un’ultima volta nell’asola.
Il tutto forma un “otto”, che poi si stringe tirando l’estremità più corta.
Ed ecco il risultato: un nodo che non scivola.
Inoltre, la tensione della corda si distribuisce tra le tre spire, rendendo questo legaccio più comodo rispetto a un solo giro e riducendo quindi il rischio di lasciare segni.
Bonus omaggio: la frase ammosciante per ricordarsi questa tecnica (tradotta da Bondage-tutorials): “Il coniglio esce più volte dalla sua tana, poi gira intorno all’albero e rientra nella sua tana”.
(Evitate solo di pronunciare questa frase ad alta voce mentre legate il vostro partner.)
Aggiornamento (2 luglio 2014): non essendo più accessibile il tutorial di Bondage-Tutorials che spiegava il French Bowline, ecco, al suo posto, un breve video che mostra come realizzare questo nodo:
Per legare a una sbarra o a un oggetto fisso: corso di bondage
A quanto ne so, una sbarra del letto non ha circolazione sanguigna. Per fissare un legaccio a una sbarra (o a una barra da bondage, o all’anello di una manetta, o a un po’ qualsiasi cosa di legno o di metallo), ci si può quindi permettere di fare un nodo che si stringe quando lo si tende.
In inglese, questo nodo si chiama “buntline hitch”. È ancora un nodo marinaro: “buntline” (se trovate la traduzione, sono tutt’orecchi) è il nome di una delle corde che servono a manovrare le vele di una barca.
Gli schemi esplicativi si trovano su Netknots e su Wikipedia.
Questo nodo non va fatto intorno a una parte del corpo.
E ora, vediamolo in pratica con le immagini:
Per prima cosa, si fanno alcuni giri di corda intorno alla sbarra (due, per esempio, vanno bene, ma se ne possono fare anche di più), portando le due estremità dallo stesso lato.
Si fa passare una delle due estremità sopra e poi sotto l’altra.
Forma un anello su se stessa, per poi passare di nuovo sotto. (Noterete quanto sia chiara la mia frase… Meglio guardare le foto e gli schemi nel tutorial originale.)
E si finisce con un… bretzel.
Per finire, basta tirare le due estremità per ottenere il nodo.
Aggiornamento (2 luglio 2014): anche in questo caso, il tutorial originale non è più accessibile. Per maggiori dettagli, ecco un breve video che spiega come fare un buntline hitch:
Corso di bondage: esercitarsi su un oggetto inanimato
Anche se non ci vuole molto, bisogna mettere in conto un buon quarto d’ora a fare nodi sbagliati. Abbastanza da scoraggiare il/la volontario/a che presterebbe gentilmente la propria zampa e da rovinare il piacere di provare la tecnica quando ormai è (più o meno) sotto controllo.
Quindi, tanto vale far subire i tentativi sbagliati a un oggetto inanimato, che non si stancherà delle eventuali prove maldestre. Per esercitarmi seguendo questi corsi di bondage, ho quindi scelto una sedia, che si è rivelata molto pratica come cavia dalla pazienza ineguagliabile.
Da leggere anche: un tutorial per legare i polsi del vostro partner.















